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mercoledì 13 marzo 2013

Keronoise - La Musica Della Provincia


A cura di Antonio Mangiola

I bresciani Keronoise sono composti da Paolo Lazzari (voce), Nicola Boschetti (basso), Massimo Minelli (chitarra), Emanuele Berardi (batteria) e Stefano Bigarella (chitarra). La band, originaria della zona del Garda, propone del post-grunge cantato in italiano è ed attiva nel panorama musicale nazionale da dieci anni. I Keronoise creati da Minelli e Bigarella, sono passati da quattro a cinque elementi nel 2010. La loro musica suona e canta di provincia. Un gruppo piacevole da ascoltare che basa il lavoro sulla genuinità della musica che dà sempre l'impressione di essere suonata al momento in cui la si ascolta. La ritmica tosta, la voce graffiante ed un basso che stordisce fanno da cornice ad una band che, ne sono sicuro, non potrà che coinvolgervi già al primo ascolto dei suoi brani disponibili gratuitamente on line.

Nel 2006 il primo lavoro dei Keronoise, L.P.V.” : sei tracce che vanno dal pathos accattivante ad altre in cui gli strumenti gridano, urlano di una rabbia che sfocia in un sound coinvolgente. Quando in “L.P.V.” il basso e la batteria sembrano veramente viaggiare all'unisono, il risultato è davvero spettacolare. Ma siamo ancora agli inizi del percorso musicale dei nostri. Si evince facilmente che il percorso sia ancora lungo ma, nel complesso, il risultato è più che orecchiabile, tanto da far intuire già da questo primo lavoro quello che potrà essere il cammino di questa band italica.
Nel 2008 esce il secondo lavoro “OdioMilano”, anche questo composto da 6 brani. La band, con due anni di esperienza in più sulle spalle, pur continuando a cantare in italiano e con testi che parlano della provincia extra metropolitana, disillusioni frutto di mancate spiegazioni ed incomprensioni con il mondo che ci circonda e ci delude, esprime musicalmente una maggiore unità sonora. L'esperienza live aiuta ed il CD viene prodotto con tre ore di lavoro in studio che soddisfa il gruppo e, sinceramente, anche chi scrive (e ascolta). Il processo di crescita prosegue a buoni ritmi ed il meglio deve ancora arrivare.

Ci vogliono quattro anni ancora e la trasformazione della band da quartetto a formazione a cinque per la realizzazione del terzo lavoro “K. Un cd che potrebbe tranquillamente portare la firma dei Linkin Park o di una qualsiasi band di fine anni novanta e inizio del nuovo millennio. La sensazione di chi ascolta è che la spontanietà la faccia da padrone per una band che, pur avendo dimostrato una crescita sensibile dal 2006 ad oggi, è rimasta ancorata ad un genere musicale che conosciamo bene, molto bene, e che, probabilmente non aiuta (con la metrica) chi, come i Keronoise, ha deciso di cantare in italiano. Il mio parere è che i fantastici cinque, se davvero vogliono lasciare un segno nella musica rock italiana, debbano prendersi un anno sabbatico per trovare una loro strada che li particolarizzi rispetto ad un sound che ha omologato tante, troppe band negli ultimi quindici anni.

@MangiolaAntonio


https://www.facebook.com/keronoise

https://soundcloud.com/keronoise/sets/k



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